Terra 2.0

Grande notizia di ieri, la Nasa ha annunciato una scoperta storica: l’esistenza di un pianeta molto simile alla Terra.
Il pianeta, che per il momento viene identificato con il nome di Kepler-452b, è stato rilevato dal telescopio spaziale Kepler e lo scienziato della Nasa John Grunsfeld che ha annunciato la scoperta lo ha ribattezzato “Terra 2.0”.
È il pianeta gemello della Terra più vicino a noi finora rilevato (1400 anni luce) e potrebbe aver ospitato, o ospiterebbe tuttora, forme di vita.

Che cos’è Kepler?
Kepler è il telescopio spaziale della Nasa progettato per monitorare una porzione della nostra regione di Via Lattea con lo scopo di scoprire pianeti simili alla Terra in orbita attorno a stelle diverse dal sole.

Caratterstiche di Kepler-452b:
– orbita attorno ad una stella simile al sole
– è ad una distanza tale dalla sua stella che gli permetterebbe di avere acqua allo stato liquido sulla sua superficie (la cosiddetta zona abitabile)
– la sua dimensione è una volta e mezza quella della Terra, così come il suo sistema solare
– dista dal nostro pianeta 1400 anni luce
– ha 6 mld di anni (la Terra ne ha “solo” 4,5 mld)
– percorre la sua orbita in 385 giorni

Intanto su twitter è già partito il toto nomi da dare al pianeta….sperando di non dover fare un trasloco alla “Interstellar”! 🙂

Un classico – Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald

grande-gatsby-libro-coverIl grande Gatsby. Grande secondo chi o secondo cosa? Grande sicuramente per tutti coloro che ogni sera si ritrovavano alle feste nella sua casa/castello, grande secondo la mentalità di una società decadente fondata su falsi valori. Gatsby che sin da ragazzino impegna tutto se stesso per inseguire dei sogni che altro non sono che un castello di carta, proprio come la sua casa. Gatsby pieno di mistero e di fascino, un personaggio per certi versi oscuro e per altri molto intrigante, circondato da personaggi piccoli piccoli, vuoti, irritanti, ipocriti, che cercano solo il benessere personale ignorando completamente tutto e tutti, anche distruggendo tutto e tutti.

Gatsby che da giovane si imponeva di leggere tutti i giorni, di migliorare le sue maniere, di elevarsi per poter avere la vita che ha sempre sognato, per poter sfoggiare una casa lussuosa degna della donna che ama, Daisy, che credo sia uno dei personaggi più irritanti incontrati nei romanzi che ho letto.

No Gatsby non è grande, è un uomo molto solo, quasi nessuno parla con lui alle sue feste; sicuramente grande è Fitzgerald che con la sua prosa elegante ci porta nella New York degli anni ’20, dando uno scorcio della società decadente di quegli anni.

Fitzgerald ci racconta la vicenda attraverso gli occhi di Nick Carraway, amico di Gatsby, e grazie a questa tecnica ci fa arrivare tutto lo spettro di emozioni che vuole descrivere. Consiglio di leggere il libro in inglese, per apprezzare i vari slang dei personaggi. Adesso sono curiosa di vedere il film!

Film e ricorrenza della settimana

Tra le ricorrenze della settimana vi è la proclamazione di indipendenza di una nazione: l’Algeria, che festeggia l’anniversario dell’indipendenza il 5 luglio.
Nelle colonie francesi il vento dell’indipendenza inizia a soffiare nel 1946 con la guerra d’Indocina, terminata nel ’54; in questo stesso anno il Fronte di Liberazione Nazionale (FLN) inizia la guerra d’indipendenza in Algeria, colonia francese dal 1830, che si concluderà nel 1962 con l’indipendenza.
Un esercizio interessante che si dovrebbe fare a scuola sarebbe studiare il colonialismo anche e soprattutto dal punto di vista di chi è colonizzato; significherebbe capire che egalitè e fraternitè vale solo quando siamo in Francia, che il mito di “Italiani buona gente” ce lo siamo costruito per salvare le nostre coscienze, e aiuterebbe a capire meglio questioni ancora gravemente aperte come la questione Palestinese.
Un film che sposa che questo punto di vista è “La battaglia d’Algeri” di Gillo Pontecorvo, film vincitore di un Leone d’oro e inserito nella lista dei 100 film italiani da salvare. Il film è una ricostruzione fedele dei fatti storici avvenuti, in particolare si ispira al momento in cui l’FLN decide di spostare la battaglia nelle città per attirare l’attenzione internazionale. Siamo nel ’56, quando Algeri viene scossa da una serie di attentati: la La_battaglia_di_Algerireazione francese non si fa attendere, recintando la casbah e perquisendo chiunque vi entri o esca ed inviando una squadra di paracadutisti per sedare la rivolta, squadra comandata dal colonnello Mathieu veterano della guerra d’Indocina.

Alger_algiers_casbah_1900Pontecorvo ci porta tra gli intricatissimi vicoli della casbah in una guerra combattuta da tutti, uomini donne e bambini, con tutti i mezzi (rudimentali) a disposizione, realizzando un’opera di testimonianza storica, un film imperdibile. Nel film si fa riferimento alle tecniche di tortura utilizzate negli interrogatori e agli attentati da parte dell’OAS (Organisation de l’armée secrète), un’organizzazione clandestina francese contraria all’indipendenza dell’Algeria. Vengono arrestati progressivamente tutti i capi dell’FLN e l’episodio della battaglia d’Algeri termina in favore dei francesi. Nel ’60 però la rivolta riprende per spontanea insurrezione popolare e dopo altri due anni di guerra verrà proclamata l’indipendenza il 3 luglio 1962, anche se l’FLN sceglierà come data ufficiale della ricorrenza il 5 luglio.

La crisi greca e il teatrino della politica italiana

Stamattina alla radio sentivo Matteo Renzi che riferiva sull’incontro relativo alla situazione greca…beh, sembrava uno che raccontava in fretta e furia quello che si era discusso alla riunione di condominio! Non so davvero come faccia a banalizzare sempre tutto. Per non parlare dei vari Salvini, Brunetta, Santanchè e chi più ne ha più ne metta, sempre pronti a salire sul carro del vincitore senza sapere davvero chi lo sta guidando quel carro, uno spettacolo davvero patetico.
È chiarissimo ormai che l’Unione Europea non ha delle fondamenta solide, è stata solo un’unione monetaria fatta da Paesi con differenze enormi sul piano culturale, politico, fiscale. Oggi con la crisi gli Stati devono ricorrere tutti alle stesse riforme imposte “dall’alto”, a prescindere da quale sia il partito al governo, bisogna seguire quello schema e amen, e giustamente questo sembra una forte ingerenza nelle dinamiche dei singoli Stati. C’è da dire però che i Paesi che sono più colpiti dalla crisi sono anche quelli con una maggiore evasione fiscale, e sono entrati nell’Unione già con questi problemi e con gravi deficit di bilancio. Ora la Merkel potrà stare antipatica, però in Germania le tasse le pagano tutti….che strano popolo i tedeschi. C’è anche da chiedersi se non si poteva prevedere prima uno scenario con una crisi come quella che stiamo vivendo e soprattutto prevedere cosa sarebbe successo ad un’unione che poi tanto unita non è.
Di seguito un video dove si cerca di spiegare la situazione, edito dalla Bloomberg Television, una rete che si occupa di economia e finanza:

El hereje (L’eretico) – Miguel Delibes

El hereje

El hereje è un romanzo di Miguel Delibes, scrittore spagnolo con una ricca produzione letteraria. Delibes scrive El hereje quasi alla fine della sua carriera e con questo libro, che gli valse il  Premio Nacional de Literatura de España, affronta per la prima volta il romanzo storico. Il romanzo ci fa scoprire Valladolid, città di Delibes, nella Spagna di Carlo V ai tempi dell’inquisizione ed emerge il notevole lavoro di ricostruzione storica fatto.
Nel retro del libro c’è scritto che viene indagato magistralmente l’animoumano e questo è vero ma solo per un terzo del libro, perchè secondo me le tribolazioni del protagonista (l’eretico) vengono un po’ oscurate dal desiderio di riproporci un quadro accurato di Valladolid nel ‘500; è come se ci fossero più cose in primo piano e non è chiaro quale sia il tema principale.
Ma andiamo con ordine: il romanzo si divide in tre parti più un preludio, senza il quale per più di metà libro mi sarei chiesta se si parla davvero di eresia o no. Dopo il preludio, che ci presenta il protagonista, Cipriano Salcedo, in viaggio per la Germania per reperire dei libri proibiti, torniamo con un flash back a poco prima della nascita di Cipriano, e qui diciamo che inizia il libro vero e proprio presentandoci la famiglia del protagonista. Sicuramente è imprescindibile conoscere le vicende personali del protagonista per capire i processi che lo hanno portato a convertirsi al Luteranesimo nella cattolicissima Spagna del 1500, e tutto ciò viene presentato molto chiaramente tant’è che non si può non provare empatia per Cipriano, un bambino e poi un uomo che ha avuto poco amore nella sua vita. Il problema secondo me sta “nell’eccesso d’amore” dello scrittore per la sua città, a cui è dedicato il libro, che fa sì che ci si perda un po’ troppo su alcuni aspetti, ad esempio tutta la descrizione del commercio delle pelli a quel tempo, e rendono la seconda parte del libro in particolare un po’ troppo lunga.
A parte questo però, la moralità di Cipriano è esplorata in maniera esemplare, i suoi dubbi, le sue delusioni diventano le nostre; il romanzo è un grido per la libertà,di religione in particolare, ma in generale per la libertà di poter essere se stessi. La terza parte si legge tutta d’un fiato e ci porta in un’epoca dove era normale odiare “il diverso”, vederlo come una minaccia, come il diavolo in persona. Nel romanzo viene detto che “la religione appartiene all’angolo più intimo dell’animo umano”, e forse è per questo che è anche legata a paure e reazioni irrazionali; soprattutto le differenze tra correnti all’interno di una stessa religione sembrano minacciare l’identità degli appartenenti all’una o all’altra corrente, una cosa sicuramente interessante su cui riflettere. Come è anche interessante riflettere sul perchè a scuola non si faccia praticamente nulla sul protestantesimo, se non gli aspetti più superficiali: una religione non è i suoi costumi ma i pilastri su cui si basa, e indagarli non dovrebbe spaventare ma dovrebbe spingere verso quella libertà intellettuale che Cipriano sognava.