Cosa sappiamo di Plutone dopo un mese

Un mese fa, il 14 luglio, la sonda spaziale della NASA New Horizons ha raggiunto (per essere pignoli ha sorvolato) Plutone dopo quasi 10 anni di viaggio nel sistema solare. Grazie a questo imponente progetto per la prima volta dopo 85 anni dalla sua scoperta possiamo vedere il vero volto di Plutone.

Plutone venne scoperto nel 1930 dall’astronomo statunitense Clyde Tombaugh e venne allora classificato come il nono pianeta del sistema solare. Oggi è classificato come un pianeta nano e assieme al suo satellite principale, Caronte, costituisce un sistema bi-planetario dato che le dimensioni di Caronte sono confrontabili con quelle di Plutone.

Vediamo in breve cosa sappiamo dopo un mese di questo pianeta sconosciuto.

La sonda spaziale

  • La sonda New Horizons viene lanciata il 19 gennaio 2006
  • Il periodo di lancio non è stato scelto a caso: si è potuta così sfruttare la gravità di Giove come una fionda in grado di catapultare la sonda verso la parte esterna del sistema solare
  • Con una velocità di più di 16 km/s New Horizons è l’oggetto più veloce che abbia mai lasciato la Terra
  • Raggiunge Giove a febbraio 2007 (8 anni dopo arriva su Plutone, questo ci fa capire quanto sia stata importante la “fionda gravitazionale” di Giove)
  • Raggiunge Plutone il 14 luglio 2015

Immagine da http://pluto.jhuapl.edu/Mission/The-Path-to-Pluto/Mission-Timeline.php

La missione:

  • Studiare Plutone e il suo satellite principale, Caronte, sia in termini di composizione geologica che atmosferica
  • Raccogliere dati sulla fascia di Kuiper (KBO = Kuiper Belt Objects)

Cosa sono i KBO e perché sono importanti?

La fascia di Kuiper è una regione del sistema solare che si estende dall’orbita di Nettuno fino a circa 50 UA (unità astronomiche) dal sole, costituita da circa un migliaio di corpi aventi una composizione molto simile a quella dei nuclei delle comete. La fascia, oltre a comprendere i pianeti nani come Plutone ed Eris (scoperto nel 2005), è costituita da residui della formazione del sistema solare rimasti ghiacciati per milioni di anni: si potrebbero quindi avere informazioni riguardo l’origine del sistema solare.

Cosa sappiamo di Plutone:

  • La regione detta “cuore di Plutone”, o regione di Tombaugh, è una pianura ghiacciata di azoto, monossido di carbonio e metano, ed è limitata da ghiacciai fluttuanti di azoto
  • È geologicamente attivo
  • È il secondo pianeta rosso dopo Marte
  • L’atmosfera è costituita principalmente di azoto, ha una regione di gas ionizzato freddo che si estende per migliaia di chilometri oltre il pianeta
  • Caronte è fatto di abissi e crateri
  • Abbiamo immagini di altri due satelliti minori di Plutone, Notte (Nix) e Idra

Vuoi sapere quand’è “l’ora di Plutone”?

Qui puoi calcolare l’ora in cui nella tua città c’è la stessa luce che c’è su Plutone. Nella zona segreta del sistema solare in cui mi trovo adesso verso le 8 di sera posso vedere “l’ora di Plutone”.

Immagine, fonti e informazioni più dettagliate su:

http://pluto.jhuapl.edu/

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9 pensieri su “Cosa sappiamo di Plutone dopo un mese

  1. la fascia di Kuiper è un vero e proprio mistero. Vi possono essere persino pianeti ancora non scoperti. Inoltre tutta la parte fino a 90 UA o comunque fino al termination shock è interessante anche per lo studio del campo magnetico solare e dell’interazione con il mezzo interstellare.

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  2. Pingback: 30 Settembre 2016: Arrivederci Rosetta

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