IL SUPPLIZIO DEL LEGNO DI SANDALO – MO YAN

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Con uno stile molto particolare Mo Yan, premio Nobel per la letteratura nel 2012, ci porta nella Cina del 1900, periodo di grandi cambiamenti per il Paese. Per capire questo libro è necessario conoscere un minimo della storia e cultura cinesi, in particolare della ribellione dei Boxer e dell’opera cinese.

Si tratta di un romanzo “cantato” secondo lo stile dell’opera cinese e per come è strutturato credo che le traduzioni del libro, per quanto fedeli siano all’originale, non rendano la musicalita’ e il ritmo che l’autore ha voluto conferire al romanzo. Ogni capitolo è cantato/narrato da un personaggio diverso e questo ci permette sia di conoscere meglio ognuno dei protagonisti, sia di comprendere tutti gli aspetti della vicenda che si va componendo con i vari tasselli narrati dai vari personaggi.

Alla fine dell’Ottocento la Cina era stata indebolita dall’invasione giapponese e le grandi potenze europee l’avevano suddivisa in aree di influenza, facendo a gara per accaparrarsi concessioni territoriali, miniere e appalti per la costruzione di ferrovie. L’intolleranza verso gli occidentali era massima soprattutto perche’ questi erano impuniti ogni qual volta violassero le tradizioni e le regole di comportamento cinesi, oltre a commettere veri e propri crimini e soprusi. E’ in questo contesto che inizia la rivolta dei Boxer, che raggruppavano contadini, artigiani, ex soldati, piccoli funzionari; i Boxer odiavano in particolar modo l’estensione della rete ferroviaria, la costruzione di linee telegrafiche, la comparsa di navi sulle vie fluviali, l’introduzione di macchinari per tessere, perche’ minacciavano i loro posti di lavoro.

E’ in questo contesto che si svolge la vicenda narrata, una storia di ideali, di giustizia, di amore ma anche un monito contro le violenze “lecite” perpetrate dalle autorita’ statali.

I personaggi del romanzo sono: Sun Bing, famoso cantante dell’opera dei gatti che diviene poi capo della rivolta dei Boxer nel distretto di Gaomi; Sun Meiniang, figlia di Sun Bing, una ragazza bellissima dal carattere forte; Qian Ding, magistrato di contea che sara’ amante di Meniang; Zhao Xiaoja, un macellaio tontolone; Zhao Ja, padre di Zhao Xiaoja, il piu’ famoso e rispettato boia di tutta la Cina.

Sun Bing è il padre dell’opera dei gatti, grande teatrante e cantante, ma anche uomo coraggioso che cerca di ribellarsi ai soprusi degli invasori stranieri capeggiando la rivolta dei Boxer. L’opera dei gatti è una rappresentazione melodrammatica tipica della regione di Gaomi, in cui si svolgono le vicende, nata come lamento funebre e poi trasformatasi in una vera e propria operetta grazie a Sun Bing.

All’arte teatrale di Sun Bing si contrappone il mestiere di Zhao Ja, il piu’ importante boia del Paese, che ci racconta del suo lavoro come un’arte, anche se ho trovato alcune descrizioni di Zhao Ja non adatte ai deboli di stomaco….

Il libro diventa una rappresentazione teatrale modulata dai “miao miao” dell’opera dei gatti, dove ogni atto è cantato da uno dei personaggi. Proprio il fatto di conoscere i diversi punti di vista fa si’ che non ci sia un eroe, ogni personaggio ha i propri difetti e i propri valori e fa tutto quello che puo’ per rispettarli, limitatamente alle proprie possibilita’, cosa che ritroviamo soprattutto nei dibattiti interiori del magistrato di Gaomi.

Non c’è la contrapposizione buono/cattivo tra Sun Bing e Zhao Ja, ma la figura del boia, che saremmo portati a disprezzare, viene descritta come un’antica arte, come un mestiere che merita i riconoscimenti dell’imperatrice madre in quanto rappresenta l’applicazione della legge.

Nota dell’autore al libro:

Le lunghe descrizioni dei terribili supplizi che si trovano in questo libro hanno lo scopo di far conoscere al lettore le barbarie e gli orrori che si sono verificati nel corso della storia, per risvegliare in lui un cuore compassionevole.

Solo chi è dotato di compassione può essere particolarmente sensibile alle manifestazioni del male.

Il motivo per cui ho potuto e voluto scrivere un libro del genere è perché nella vita attuale continuano a verificarsi crimini che provocano la nostra indignazione e che perdipiù vengono lodati e premiati.

Sono un uomo debole che versa lacrime vedendo un carrettiere che frusta il suo cavallo: ogni violenza, passata e presente, mi turba l’intimo.

In questo libro ho trattato i motivi sociali che provocano la violenza, la psicologia malata di chi la pratica e l’apatia di chi vi assiste.

Soltanto chi conosce il male può evitarlo: soltanto conoscendo il demone che si nasconde nel cuore umano si può diventare santi.”